lunedì 14 giugno 2021

Recensione del libro '' Frankenstein '' di Mary Shelley

Titolo:  Frankenstein
Autore: Mary Shelley 
Costo ebook: 4,16 
Costo cartaceo: 8.00
Data di pubblicazione: 1 Luglio 2013 

Trama: 

Frutto perverso degli esperimenti di uno scienziato "apprendista stregone", espressione di una visione apocalittica della scienza, la creatura di Frankenstein è tuttora la raffigurazione del "mostro" per eccellenza, materializzazione vivente delle nostre paure. Mary Shelley, cresciuta in un ambiente intellettuale di prim'ordine (nell'Inghilterra tra Sette e Ottocento), scrive - ispirandosi ai miti di Faust e Prometeo - uno dei più famosi bestseller di ogni tempo, che fin dal suo apparire (1818) suscita grandissima impressione e scandalo, guadagnandosi migliaia di lettori e rendendo di colpo famoso il nome della sua autrice. Oggi Frankenstein fa ormai parte (grazie anche alle numerosissime trasposizioni cinematografiche, fra cui quella di Kenneth Branagh, con Robert De Niro, prodotta da Francis Ford Coppola) dell'immaginario collettivo: una "porta oscura" della nostra mente dietro la quale - come ebbe a scrivere J. Sheridan Le Fanu - "il mortale e l'immortale fanno prematura conoscenza". 

Recensione: 

Leggere questo libro è stato come un viaggio sulle montagne russe: prima noia, poi sorpresa, poi gioia, poi noia di nuovo e poi dispiacere che fosse finito.
Purtroppo non sono una lettrice che apprezza tanto i monologhi interiori e le infinite introspezioni, per cui non ho potuto apprezzare questo libro come mi sarebbe piaciuto. Soprattutto l'inizio e da poco più di metà del libro alla fine, la storia è un racconto di Frankenstein che si strugge per aver creato un mostro, una creatura per lui incapace di amare e di poter provare qualcosa di positivo. 
Molto belle e suggestive sono invece le descrizioni dei luoghi in cui si svolge la trama, sono talmente vivide e potenti che sembra di trovarsi davvero in quei posti. 
La parte che mi è piaciuta di più è stato il confronto tra Frankenstein e la sua creatura, dove il mostro racconta le sue avventure nel periodo durante il quale sono stati separati, e ha dovuto imparare a parlare, leggere, scrivere, procurarsi da mangiare senza l'aiuto del suo creatore. È stato un racconto molto interessante e istruttivo. 
Trovo molto importante vedere il punto di vista di Frankenstein, che pensa che pensa che la sua creatura sia malvagia a prescindere perché brutta esteriormente, e il punto di vista del mostro, che invece è convinto di poter provare qualcosa come l'amore.
E voi, da che parte state? 



 

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