martedì 26 gennaio 2021

Recensione del libro '' Lo chiamavano gladiatore '' Andrea Frediani e Massimo Lugli



Trama: 

Roma, I secolo d.C., sotto l'imperatore Tito.

Aurelio fa fallire l’impresa che gli ha lasciato il padre e, minacciato dagli usurai, è costretto a farsi schiavo per i troppi debiti. Finisce così in una scuola di gladiatori: ha talento nell’arena, ma deve fronteggiare la rivalità dei compagni. Un aiuto gli arriva da Clovia, una donna senza scrupoli che, grazie a una misteriosa pozione, ha trovato il modo per potenziare le doti atletiche dei combattenti su cui scommette… 

Roma, giorni nostri.

Valerio si è innamorato di una prostituta ed è determinato a liberarla dai suoi protettori. Da quando è finito sul lastrico, rovinato dal suo socio in affari, però, non ha più un soldo e l’unica sua fonte di guadagno sono i combattimenti clandestini di arti marziali. Per sopravvivere in quel mondo spietato, sarà costretto a ricorrere a soluzioni più estreme… 

E questo, per quanto strano possa apparire, legherà il destino di Valerio a quello di Aurelio, vissuto duemila anni prima. Per entrambi i combattenti, dietro l’angolo si nasconde l’insidia che potrebbe distruggere le loro vite.

Una Roma violenta, spietata, crudele

Due combattenti forti, determinati, disperati 

Due millenni li separano, il destino li unisce


Recensione:


Nonostante io abbia letto tantissimi romanzi storici, non mi era mai capitato un parallelo storico di questo tipo. Abbiamo due protagonisti molto simili come caratteri e come vicissitudini vissute e sono accomunati anche dall'utilizzo di questa pozione, che li rende più forti, incuranti del dolore e più inclini alla rabbia e alla follia.

Aurelio mi è comunque piaciuto più di Valerio, al quale non sono riuscita a perdonare alcuni errori commessi, come il fatto di essere troppo credulone e di essersi fatto fregare da un cosiddetto amico, siamo ormai in un periodo nel quale, grazie a internet, dovremmo essere più consci di quello che succede intorno a noi e proprio alcune vicende mi hanno lasciata con l'amaro in bocca.

In più i combattimenti di Aurelio, vuoi per il contesto storico, vuoi per le descrizioni, mi sono piaciuti di più e li ho trovati più spettacolari e consoni. 

L'epilogo mi ha stupita, onestamente non pensavo che avrebbero avuto due finali così differenti. 

Le descrizioni sono minime, ma fanno quello che devono fare, alla fine l'ambiente o i costumi non sono preponderanti ai fini della trama, quindi va bene che non siano eccessive e invadenti. 

Lo consiglio soprattutto a chi non ha mai letto un romanzo storico, perché ha i giusti stacchi tra la parte storica e quella attuale che possono aiutare a riprendere fiato.

Voto 4/5💛


A presto M.

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