mercoledì 9 settembre 2020

La figura della donna nell'epoca Vittoriana

Buongiorno lettori, come state? 

Spero bene. Oggi sono qui a parlarvi delle ''donne nell'epoca vittoriana''.

°°°°

Parlare della donna nell'epoca vittoriana mi ha divertito tantissimo e soprattutto mi ha fatto appassionare ancora di più a quell'epoca! 

Spesso veniva vista come l'emancipazione della diversità tra il potere e le ricchezze nazionali dell'Inghilterra e la condizione sociale.

La donna veniva vista come ''donna angelo'', ma in realtà non era così. 

I diritti legali delle donne sposate erano simili a quelli dei figli: esse non potevano votare, citare qualcuno in giudizio né possedere alcuna proprietà. Inoltre, le donne erano viste come esseri puri e puliti. 

A causa di questa visione, i loro corpi erano visti come templi che non dovevano essere adornati con gioielli né essere utilizzati per sforzi fisici o nella pratica sessuale. Il ruolo delle donne si riduceva a procreare ed occuparsi della casa. Non potevano esercitare una professione, a meno che non fosse quella di insegnante o di domestica, né era loro riconosciuto il diritto di avere propri conti correnti o libretti di risparmio. A dispetto della loro condizione di "angeli del focolare", venerate come sante, la loro condizione giuridica era spaventosamente misera.

Legalmente, le donne sposate avevano diritti simili ai propri bambini. La legge considerava una coppia di sposi come una persona sola, incarnata nella persona del coniuge maschile. Il marito era responsabile della moglie ed obbligato a proteggerla; in cambio, la moglie aveva il dovere di obbedienza al marito.

La proprietà personale che la moglie aveva portato con sé al momento del matrimonio, diveniva irrevocabilmente di proprietà del marito ed allo stesso restava anche in caso di divorzio. L'eventuale reddito di una moglie lavoratrice apparteneva completamente a suo marito, e la patria potestà dei figli era affidata al padre. Egli poteva anche, a sua discrezione, proibire ogni tipo di contatto fra la madre ed i suoi bambini.


La moglie non poteva stipulare alcun tipo di contratto per conto suo, senza ottenere l'approvazione del marito. In compenso, una donna sposata non poteva essere punita per determinati reati, come il furto o la violazione di proprietà, nel caso essa avesse compiuto tali crimini per ordine del marito. L'atteggiamento dell'epoca verso l'argomento era che l'educazione delle donne non avesse bisogno della stessa estensione e degli stessi caratteri classici e commerciali di quella degli uomini. Le donne avevano la necessità di conoscere solo le cose necessarie a badare ai figli e mandare avanti la casa.

Materie come storia, geografia e letteratura generale erano considerate importanti, al contrario del latino e del greco. Le donne che desideravano studiare materie come legge, fisica, ingegneria od arte venivano derise ed allontanate.

Era opinione comune che non fosse necessario per le donne iscriversi all'università. Si arrivava addirittura a dire che studiare fosse contro la loro natura e che potesse farle impazzire. Esse dovevano accontentarsi del semplice ruolo di "ornamento della società" ed essere subordinate ai mariti. 

L'obbedienza era tutto ciò che si richiedeva da loro.


Donne e sesso.

La prostituzione era un comportamento tollerato, e nell'Era Vittoriana le prostitute erano spesso viste come donne che "seguivano la loro strada", in rapporto al ripulimento della loro anima dopo la violazione di una delle regole sopra enunciate. I sacerdoti predicavano che la prostituzione fosse una punizione per le donne che avessero violato le volontà del marito. Il loro ragionamento si basava sul fatto che l'uomo che avesse trovato la moglie non di proprio gradimento, cioè sporca, avesse la facoltà di buttarla fuori di casa. Infatti, trovare sporca la propria moglie era considerato un motivo accettabile perché l'uomo domandasse il divorzio. Il destino di una donna ripudiata era, inevitabilmente, di finire sulla strada a vendere il proprio corpo. Questa visione continuò anche nel XX lo. Comunque, come per i padroni era normale dormire con le proprie schiave, le quali erano considerate inferiori, così era considerato accettabile per un uomo dormire con una prostituta, specialmente negli Stati Uniti occidentali. Era un circolo vizioso: le donne non potevano avere rapporti sessuali con altri uomini senza essere considerate sporche, ma ovviamente gli uomini non avevano questa restrizione. Era considerato assolutamente naturale per un uomo aver bisogno del corpo di un'altra donna. A causa dei pochissimi diritti di cui le donne godevano, questo comportamento non poteva essere punito con il divorzio: pertanto, le mogli non potevano far altro che accettarlo. Il bene più prezioso di una donna era la propria reputazione, e se l'avesse persa a causa di dicerie su comportamenti sessualmente scorretti, allora si sarebbe guadagnata il titolo di "scostumata" e sarebbe stata allontanata dalla società.


L'educazione della donna - 

L'atteggiamento dell'epoca verso l'argomento era che l'educazione delle donne non avesse bisogno della stessa estensione e degli stessi caratteri classici e commerciali di quella degli uomini. Le donne avevano la necessità di conoscere solo le cose necessarie a badare ai figli e mandare avanti la casa.

Materie come storia, geografia e letteratura generale erano considerate importanti, al contrario del latino e del greco. Le donne che desideravano studiare materie come legge, fisica, ingegneria od arte venivano derise ed allontanate.

Era opinione comune che non fosse necessario per le donne iscriversi all'università. Si arrivava addirittura a dire che studiare fosse contro la loro natura e che potesse farle impazzire. Esse dovevano accontentarsi del semplice ruolo di "ornamento della società" ed essere subordinate ai mariti. L'obbedienza era tutto ciò che si richiedeva da loro.


Riforma della legge sul divorzio

Nel XIX secolo avvennero grandi cambiamenti inerenti alla situazione delle donne, specialmente riguardo al divorzio ed allo status legale. La situazione per cui i padri avevano sempre avuto la custodia dei figli, lasciando la madre senza alcun diritto, cominciò lentamente a cambiare.

L'Atto per la custodia dei minori, nel 1839, dette alle madri di impeccabile condotta l'accesso ai propri figli in caso di divorzio o separazione, e l'Atto di causa matrimoniale nel 1857 dette alle donne un limitato accesso al divorzio. Ma, mentre il marito doveva solo provare l'adulterio da parte della moglie, una donna doveva provare che il marito non solo aveva commesso adulterio, ma anche incesto, bigamia, violenza o abbandono del tetto coniugale.

Nel 1873 l'Atto per la custodia dei minori estese la custodia dei figli a tutte le madri, indipendentemente dal loro comportamento, in tutti i casi di divorzio o separazione. Nel 1878, dopo un emendamento al l'Atto di proprietà delle donne sposate, le donne ottennero il diritto di chiedere la separazione in caso di violenza e di pretendere la custodia dei figli. I magistrati autorizzarono anche ordini di protezione delle mogli i cui mariti fossero accusati di violenza aggravata.

Ecco il tutto, spero che questo tuffo nel passato vi sia piaciuto, 

ho cercato argomenti che vi potevano interessare. 

A presto Sofia !

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Ciao a tutti mi chiamo Sofia Biondo ,  sono una blogger e una scrittrice .  Questo qui è il mio secondo blog ... in questo mostrerò molta ...