giovedì 1 novembre 2018

Abbaiare stanca di Daniel Pennac - Recensione -



Titolo: Abbaiare stanca 
Autore: Daniel Pennac 
Costo ebook: 6,99
Costo Cartaceo : 8,25 ( Cartaceo) / 6,38 ( flessibile)
Casa editrice: Salani 
Lunghezza pagine :192 



Trama:

 "Non sono uno specialista di cani. Solo un amico. Un po' cane anch'io, può darsi. Sono nato nello stesso giorno del mio primo cane. Poi siamo cresciuti insieme. Ma lui è invecchiato prima di me. A undici anni era un vecchietto pieno di reumatismi e di esperienza. Morì. Io piansi. Molto". Ecco cosa dice Daniel Pennac, l'innamorato dei cani. Quando avremo letto la storia del Cane, sapremo non solo tutto sul suo mondo. ma impareremo anche molto su quello degli uomini: come appariamo agli occhi del cane. quanto dobbiamo venir ammaestrati. Da uno scrittore cult, un inno all'amicizia tra uomo e cane, una storia sull'amore, la paura e la voglia di libertà.

Recensione: Il protagonista di questa storia si chiama Il Cane. Sì, Il con la I maiuscola e Cane con la C maiuscola. Magari molti di voi lo ricorderanno per averlo letto a scuola. Io ho trent'anni, ma ricordo che me lo lessero la prima volta alle elementari, lettura in classe ad alta voce. Una tecnica dispersiva, non ricordavo molto di quello che era stato letto, così decisi di riprenderlo anni e anni dopo. E, nonostante sia una lettura per bambini, ho imparato molto anche adesso. Il Cane è un cagnolino davvero sfortunato, ma la sua storia è probabilmente molto simile a quella di tanti randagi. Nasce bruttino e quindi appena neonato cercano di affogarlo. Viene salvato da un'altra cagnolina che gli insegnerà a vivere da randagio, ma la perderà. Vivra' la vita del canile. Verrà adottato da una famiglia, ma lo abbandoneranno. Troverà nuovi amici, ma anche altre avventure e disavventure. Finché finalmente troverà una casa. Una casa vera. Con una padrona che gli voglia bene davvero. Attraverso gli occhi di Il Cane forse riusciremo a capire cosa un cane cerca e si aspetta da noi uomini. E magari ad essere dei padroni migliori.

Estratto: «Innanzitutto, quando si è un randagio, non si fanno tante storie!» È la Spepa che squittisce. Ha una voce terribilmente acuta. Le parole rimbalzano contro i muri, il soffitto e il pavimento della cucina. Si mescolano al tintinnio delle stoviglie. Troppo rumore. Il Cane non ci capisce un’acca. Si limita ad appiattire le orecchie aspettando che passi. E poi ne ha sentite di peggiori. Che gli si dia del randagio non lo tocca poi tanto. Sì, è stato un randagio, e allora? Non se n’è mai vergognato. Le cose stanno così. Ma santo cielo, com’è acuta la voce della Spepa. E quanto parla! Se non avesse bisogno delle quattro zampe per reggersi dignitosamente in piedi, Il Cane si tapperebbe le orecchie con le zampe davanti. Ma si è sempre rifiutato di scimmiottare gli uomini. «Allora, la mangi o no questa zuppa?» No, non la mangia questa zuppa. Rimane davanti alla scodella, raggomitolato su se stesso, una palla di pelo sorda e muta. «Molto bene, come vuoi, ok, d’accordo, fa quel che ti pare, ma ti avverto» squittisce la Spepa, «finché non butti giù questo, non ti toccherà altro». In quel momento la porta si apre e Il Cane vede apparire, a due centimetri dal suo muso, le enormi scarpe del Muschioso. «Cos’è tutto questo chiasso?» È una voce completamente diversa. Esce rombando dal corpo immenso del Muschioso, e le parole rotolano nella cucina come i massi di una frana, o piuttosto – Il Cane non ha mai visto una frana – come le vecchie reti dei letti, le carcasse di televisori e i frigoriferi scassati della discarica di Villeneuve, vicino a Nizza. Un gran brutto ricordo, per Il Cane. Ne riparleremo. «È Il Cane! Non vuole mangiare la zuppa». «Non è il caso di fare tanto chiasso. Chiudilo in cucina. Prima o poi la mangerà, la zuppa». I piedi giganteschi girano su se stessi e il Muschioso lascia la stanza brontolando: «Mi da sui nervi, ‘sto bastardo…». «Bastardo» è un’altra parola per dire cane. Ce ne sono molte altre, non molto più gentili: «botolo», «randagio», «cagnaccio», ecc. Il Cane le conosce tutte, ma è un pezzo che non ci fa più caso. «Hai sentito? In cucina! Tutta la notte! Finché non te la sarai ingollata, la tua zuppa!» Buona, questa! Come se Il Cane avesse mai avuto il diritto di dormire altrove! Come se gli avessero mai perme  sso di passare la notte sulla moquette del salotto, calda e riccioluta come una pecora, o sulla poltrona dell’ingresso, che ha quell’antico profumo di vacca, o sul letto di Mela… Il pavimento gelido della cucina, grazie tante, lo conosce. Niente di nuovo. Tip-tap, tip-tap, la Spepa lascia la stanza sui suoi tacchi (puntuti come le sue parole) e clac! la porta si richiude. Silenzio. Il lungo silenzio della notte.

Scrittura: considerate che è un libro consigliato dai 10 anni in su, quindi la scrittura è semplice e non si dilunga troppo né nelle descrizioni né nei dialoghi. Ma tratta temi molto importanti come abbandono, cura degli animali, amicizia, razzismo. Lo fa con semplicità, ma con cura e con parole comprensibili davvero a tutti.

Voto 5/5

9 commenti:

  1. Non vedo l'ora di approcciarmi a pennac!

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  2. Non fa assolutamente per me......... da amante dei cani sono molto sensibile sul argomento e quando vedo scene che vengono maltrattati mi sento malissimo. Leggere un libro su un cane sfortunato sarebbe troppo pesante ahahhaha. Come dico sempre quando guardo un film " uccidete tutti ma se toccate il cane piango come una fontana."

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  3. Non ho mai letto un libro incentrato sui cani e sul rapporto che si ha con essi, dovrei provare!

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  4. Amo i libri sui cani e questo sembra molto carino!

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  5. Ho un vago ricordo di questo racconto, ogni tanto fa bene tornare un po’ bambini ☺️

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  6. Recensione davvero bella mi hai fatto venire voglia di leggerlo

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  7. Non credo che sarei in grado di leggerlo. Ho un cane e già il semplice pensare a scene brutte, come i maltrattamenti e l'abbandono in questo caso, mi viene da piangere.

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