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martedì 22 giugno 2021

Intervista a Recbecca Mazzarella...

Buona sera lettori! Come state?

Oggi sono qui a intervistarvi Rebecca Mazzarella, iniziamo! 




 1- Innanzitutto come ti senti all'idea di pubblicare un nuovo libro?

Devo essere sincera, non me ne rendo conto. Ci sono così tante cose da fare prima di vedere il prodotto finito che devo ancora realizzare. Non vedo l’ora di finire tutto e lasciare andare la mia storia per la sua strada, in parte questa cosa mi terrorizza perché non sai mai quali critiche arriveranno ma dentro di me spero sempre che siano costruttive così che io possa migliorare come scrittrice.

2- Se ti va, raccontaci com'è nata l'idea di questa storia...

L’idea è nata circa 8 anni fa in modo piuttosto bizzarro. Stavo passeggiando col mio ragazzo per le stradine della mia città, era una serata estiva e silenziosa, il cielo era pieno di stelle. Stavamo parlando del più e del meno quando di punto in bianco Andrea mi chiede: “come reagiresti se vedessi una poltrona volare?”.

All’improvviso mi sono immaginata una donna paffuta che volava sopra le nostre teste, seduta sulla sua poltrona soffice con la fantasia a fiori e al suo passaggio lasciava una scia bianca sul cielo nero. Non so perché me la sono immaginata con le guance rosse mentre borbottava contrariata, consapevole che sarebbe arrivata alla riunione in ritardo.

Mi sono fermata e l’ho guardato a bocca aperta. Lui così pragmatico e poco fantasioso, aveva fatto questa domanda bizzarra da cui poi è partita tutta una serie voli pindarici. Sono arrivata a casa e ho cominciato a scrivere su carta tutte le idee che mi frullavano in testa, nei tre anni successivi ho delineato cinque libri e ho scritto e riscritto il primo finché non mi ha soddisfatto al 100%.


3- Leggendo la trama ho notato che hai ambientato il tuo libro in Italia, c'è un motivo particolare?

In Italia e nello specifico a Mirano, la città dove sono nata, cresciuta e dove vivo tutt’ora. Il motivo è piuttosto semplice: perché Mirano per me è una città magica e da sempre mi regala spunti per le mie storie. Anche l’idea Anthea è nata da un sogno ambientato qui a Mirano, nello specifico dietro casa mia.

4- Qual è il tuo personaggio preferito del libro? è perché?

Li amo tutti ma il mio personaggio preferito è Enrico Taddeo Bolletta detto Polpetta. E’ spuntato all’improvviso durante l’ultima riscrittura, e per ultima riscrittura intendo la quinta. Sentivo che mancava qualcosa e penso che senza di lui avrei continuato a riscrivere la storia all’infinito. Per fortuna non è stato necessario. Con la comparsa di Polpetta tutto è andato al posto giusto.

5- Un ultima domanda… ci sono altre storie che vorresti pubblicare? Se è sì di che genere?  

Mi piacerebbe pubblicare tutte le storie che ho scritto e pian piano lo farò. Ho scritto molto da quando ho pubblicato Anthea, storie romance e fantasy. A breve spero di pubblicare Dorian, un retelling de “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde.




Eccoci arrivate alla fine! Spero che questa intervista vi sia piaciuta e vi ricordo che il suo prossimo libro è in preordine su Amazon  Qui

A presto Sofia ! 

mercoledì 7 ottobre 2020

Intervista a Dario Ronzari ...

Buon giorno lettori, oggi siamo qui con l'autore del libro '' Sirene '' ovvero Dario Ronzari, che ringrazio tantissimo ! 

Iniziamo ! 




1- Com'è nata la passione per la scrittura?

Da bambino, mi piaceva scrivere i temi a scuola, inventare storie. Quando c’era da scrivere io ero sempre felice. 

Anni dopo, un professore mi disse che avrei potuto scrivere sul giornale della scuola. Mi disse “potresti farlo come mestiere”. Così cominciai a scrivere anche fuori dall’orario scolastico, su diversi giornali locali. Mi piaceva quell’ambiente: i direttori, le redazioni, l’odore della tipografia. Però i giornalisti raccontano la realtà, io preferivo cambiarla, inventare sempre qualcosa di stravagante o di magico. La mia carriera giornalistica durò poco e incominciai a scrivere racconti. 

Non credo si possa campare con la scrittura, soprattutto oggi, ma continuo a scrivere storie perché per me è una cosa naturale, una cosa che mi fa stare bene e che mi diverte.


2- Scriverai altri libri, se è si di che genere? 

Si, ho terminato un’altra raccolta di racconti brevi ma vorrei pubblicare un’unica storia, più lunga, chiamiamola pure romanzo, che ho finito di scrivere durante la quarantena. Una storia ambientata a Roma ma che parla molto di Argentina.  Comunque non mi piace dividere i libri per genere, prima di essere uno che scrive sono uno che legge e mi interessano i libri in generale, che siano lunghi o brevi. Non vado in libreria a comprare i cosiddetti romanzi, vado a comprare storie. 

3- Cosa ti ha spinto a diventare uno scrittore? 

Non sono uno scrittore, mi piace definirmi più come un cantastorie. Per me la scrittura è musica e forse mi ha spinto questo, la voglia di suonare attraverso le parole. È un gioco per me, come con la chitarra.  

4- Da dove nascono le tue storie?

Dalla mia vita, quella di tutti i giorni. Per me è molto importante incontrare persone, viaggiare, leggere. A volte nascono anche da episodi avvenuti durante la mia infanzia, dai ricordi. Insomma l’incipit nasce dalla realtà, poi attraverso la fantasia comincio a costruire un intreccio, dei dialoghi, un finale. La realtà da sola, non basta, non mi diverte. Almeno per me.

5- Parlaci un po' di te .... 

Sono nato a Roma trentatré anni fa, suono la chitarra, canticchio e mi piace giocare a tennis. La passione per la lettura mi ha portato anche a conseguire una laurea in Lettere, ma l’università non è mai stato il posto giusto per me.

6- Qual è il tuo libro preferito? 

Domanda difficile. Però me la fanno in molti e siccome non mi piace far aspettare le persone rispondo subito Cien anos de soledad. È un libro che rileggo ogni due anni, una specie di passaggio obbligato per me, non mi annoia mai, mi stimola, mi emoziona. È grazie a Marquez che mi sono appassionato alla letteratura latinoamericana, alla lingua spagnola e a quel modo di inventare la realtà. Poi la lista sarebbe lunga, però ne dico tre non scritti in spagnolo: Sostiene Pereira, 

Opinioni di un clown e i racconti di Checov.




Ed eccoci arrivati fin qui !
A presto Sofia:) 

lunedì 28 settembre 2020

Intervista a Mag ....

Buon giorno lettori, oggi secondo post del mese con una nuova intervista! 

 Siamo in compagnia di Mag, l'autrice del libro '' I'm not a princess'' '' Quel giorno'' e '' Room 7''

Io per il momento ho letto solo '' I'm not a princess e trovate la recensione Qui '' si tratta di un romance bellissimo che mi ha tenuto compagnia facendomi sognare.




1) Com'è nata la tua passione per la scrittura?

Ho sempre avuto la mente piena di racconti e sin da ragazzina desideravo darci vita. All’inizio avrei voluto farlo sotto forma di manga giapponese, poi, in seguito a un lutto che mi ha segnata particolarmente, ho iniziato a buttar giù le idee scrivendo. I primi tentativi sono stati un disastro, non posso negarlo, ma più scrivevo più mi rendevo conto della magia che circondava ogni parola. La scrittura mi emoziona e mi permette di dar voce al mio mondo di fantasia. Sarà un’eterna compagna.


2) I disegni che si trovano all’interno del libro li hai fatti tu?

Sì! Disegni e copertina, come il resto delle grafiche, sono realizzati da me. Sono sempre stata amante dei manga e sono diplomata in fumetto. I miei personaggi li immagino in versione anime giapponese e mi piace disegnarli così come appaiono nella mia mente.


3) Com’è nata la storia? A chi ti sei ispirata?

Partiamo dal presupposto che adoro le favole con le Principesse e la figura del Principe che salva la sua amata sul cavallo bianco. Sono una romantica vecchio stampo, forse troppo sognatrice. La storia di I’m Not a Princess è nata da una semplice domanda: quale amore mi piacerebbe vivere? E mi è subito apparsa l’immagine di una Principessa, ma non volevo creare il solito racconto della nobile e del povero. Volevo sì una favola, ma che fosse struggente e che si avvicinasse anche alla realtà. Vivere sotto i riflettori, rispettare l’etichetta, indossare la maschera del sorriso… non dev’essere facile. Inoltre, non volevo privarmi delle feste in stile vittoriano, tipiche dei racconti delle favole, e ho deciso di creare un mix fra passato e presente. Volevo dar voce a un grande amore, di quelli che s’insinuano nel cuore con calma e che crescono così tanto da non poter essere nascosti, e per questo ho scelto una struttura narrativa che si alterna ai ricordi per spiegarne l’evoluzione.


4) Cosa ti ha spinto a diventare una scrittrice?

L’input, come detto prima, è arrivato dopo la perdita di mia zia Caterina, ma dopo i primi tentativi avrei anche potuto abbandonare la scrittura se non mi avesse catturata. Sono una persona che ha qualche difficoltà a provare emozioni. A causa di problemi personali, riesco raramente a sentire qualcosa d’intenso e positivo, ma la scrittura ha saputo invadermi con tanta energia da riuscire a toccare i miei sentimenti e a farli esplodere, parola dopo parola. Scrivo per vivere di emozioni che scaldano il cuore, nella speranza di poter regalare le stesse sensazioni a chi sceglie di leggere i miei racconti.


5) Progetti futuri?

Tanti, troppi. Il tema principale sarà sempre l’amore, ma oltre a racconti contemporanei sono previste anche storie fantasy, essendo un’amante del genere. Oltre a I’m Not a Princess, ho pubblicato un romanzo new adult intitolato Room7, ambientato nella mia città, Matera, e adesso sto lavorando a un progetto in anteprima su Wattpad. Tuttavia, le idee sono tante e spesso l’istinto mi porta a cambiare tutti i miei piani. È certo che non mi fermerò mai!


6) A quale libro ti senti più legata e perché?

Senza dubbio a I’m Not a Princess. Ogni scrittore inserisce le proprie esperienze tra le righe e in questo racconto c’è davvero tanto di me, forse troppo. Eleonore possiede molte mie passioni, come la fissa per le scarpe alte, gli abiti eleganti, le auto sportive… tante mie insicurezze, ma anche cose che avrei voluto avere: un bel fisico (e chi non lo vorrebbe uno come il suo?), la vitalità, la tenacia, la schiettezza. E poi, beh, Leon è l’uomo della mia vita! Ogni dettaglio, dai sentimenti immensi che prova per lei alla galanteria, è stato studiato con minuzia secondo ciò che io avrei apprezzato. Il completo elegante, la compostezza autoritaria… Insomma, questo libro ha tanto di me e tanto di ciò che avrei voluto (compreso vivere in un castello!).


7) Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

Il silenzio è tutto ciò di cui ho bisogno. Quando scrivo le immagini si susseguono nella mia testa come se fossero un film e non posso distrarmi dalla visione del racconto, se voglio riportare tutti i dettagli che si vengono a creare. Gestisco i miei scritti in veste di regista e cameraman e ogni distrazione è abolita.


Eccoci arrivati alla fine, spero che questa intervista vi sia piaciuta a presto! 

Sofia! 


martedì 22 settembre 2020

Intervista a Sabrina Guaragno

Buon giorno lettori, da oggi ritornerà la rubrica dove intervisto gli autori, oggi siamo in compagnia di Sabrina Guaragno, l'autrice del libro '' La strega della fonte'' se vi ricordate ho amato tantissimo, e vi ho fatto una recensione ( Leggi qui



Iniziamo! 



 1-Sono storie che inventi o a volte ti ispiri a qualcosa di vero?

Ciao Sofia, grazie di avermi coinvolto in questa intervista! Quello che scrivo è principalmente frutto della mia fantasia, ma è sicuramente ispirato anche alle mie esperienze, idee, interessi e passioni. Cerco di rendere ogni mia storia molto personalizzata, ma è normale che la mia vita privata in qualche modo influenzi ciò che scrivo, e questo vale anche per le mie passioni e i miei interessi.


2-Come è nata l’idea di scrivere un genere così? È stato difficile?

Ho sempre amato il fantasy, e da quando è nata la mia passione per la lettura, è nata in me anche quella per il genere fantasy e la voglia di scrivere una storia di questo genere. La stesura non è stata particolarmente difficile, se non per le solite difficoltà che si incontrano durante la scrittura di un qualsiasi libro: momenti di demoralizzazione, altri di coraggio e super fiducia, continue revisioni, dubbi e speranze. Ma è stata una bella esperienza, e così è ogni volta che scrivo qualcosa di nuovo.


3-C'è qualche curiosità dietro al libro, che noi non potremmo mai sapere?

La Strega della Fonte nasce da un raccolto, in realtà. Ma è diventata, pian piano, un po’ la metafora della mia vita. A volte penso al percorso di Alaisa e mi rendo conto che, anche se in modo meno drastico e alle volte tragico, la mia vita assomiglia alla sua: inseguire un sogno, un obiettivo di crescita, di realizzazione personale. Quello che per me è il diventare psicologa e lavorare nella ricerca, è la magia per Alaisa.

4 - Parlaci un po di te...


Ho 27 anni, vivo in Puglia, sono diventata da poco psicologa, e il mio sogno è poter continuare a lavorare nella ricerca. Amo il fantasy, sono molto creativa, e i miei hobby sono la lettura, la scrittura, le serie tv, i film, i fumetti e i cosplay.


5-Oltre la scrittura cosa ti piace fare ?

In generale, creare: che sia attraverso la scrittura che attraverso la pittura, o altre attività di questo tipo. Ma i miei hobby sono tutti legati alla fantasia. L’altra mia grande passione è quella per la psiche umana.


6-Da dove nascono le tue storie?

Nascono da un connubio tra vita vera e fantasia, e la mia passione per le creature magiche e la magia.




 Eccoci arrivati alla fine, spero che questa breve intervista vi sia piaciuta! 

Se volete chiedere altro scrivete nei commenti le vostre domande !

A presto Sofia 💜

venerdì 28 febbraio 2020

Intervista a Mara Lamagna !

Buon giorno lettori! Eccomi qui anche questo venerdì a portarvi sul blog una nuova intervista, ho avuto in questi giorni l'onore di intervistare Mara Lamagna. 
Per chi non la conoscesse è un autrice emergente che scrive libri davvero eccezionali e che vi stra consiglio ! 

Ad esempio questo , trovate la recensione : Qui 




1- Com'è nata la passione per la scrittura?

Scrivere è stata la mia principale valvola di sfogo, specie in passato, quando ero molto più timida ed insicura. 

2- Cosa ti ha spinto a diventare una scrittrice?

 Devo molto a mia madre, che è stata la prima a credere in me e a dirmi che dovevo provarci, visto che scrivere era qualcosa che mi piaceva e mi faceva stare bene. 


3- Da dove nascono le tue storie?

 Non esiste una risposta che valga per tutti i libri che ho scritto o che ho intenzione di scrivere... nel corso degli anni molte cose hanno dato inizio alle mie storie: una canzone, un sogno, un nome... essere una scrittrice significa avere occhi ed orecchie sempre ben aperti e pronti a captare ogni dettaglio intorno a sé, perché non si sa mai che cosa farà accendere la lampadina!



4-Progetti futuri?

Attualmente sto scrivendo un romanzo che sarà perfetto per questa estate. Quando sarà terminato avrò altre due storie da scrivere... e dovrò scegliere a quale delle due dare la priorità.


5-Sono storie che inventi o a volte ti ispiri a qualcosa di vero?

Le mie storie sono come le leggende: hanno tutte un fondo di verità. Possono essere esperienze o luoghi, ma ognuna ha qualcosa di vero

6- Quante ore scrivi durante il giorno?

Dipende da quanto la mia Musa abbia intenzione di benedirmi! (Rido) Più seriamente, cerco di ritagliarmi del tempo ogni giorno, dalle 4 alle 8 ore.

7- Scrivi di giorno o di notte?

principalmente di pomeriggio, e se ci riesco, anche la sera... anche se mi capitato qualche volta di arrivare a scrivere fino a mezzanotte!

8- Qual'è il libro che ti senti più legato?

Difficile, ma se proprio devo dirne uno... L'Accademia delle Muse - La Resistenza.
C'è molto di me (e di alcune persone a me vicine!) in quel libro.


9- Com'è cambiato nel tempo il tuo rapporto con la scrittura?

 Ho smesso di scrivere per sfogarmi e ho iniziato a scrivere per i miei lettori. Per questo incoraggio sempre chi legge i miei libri a farmi sapere la propria opinione tramite una recensione: desidero scrivere il libro che stanno cercando, la storia che ancora non hanno letto.


10- Scriverai un seguito di Lady Vampire?

 Questa è la domanda più difficile dell'intervista! Sono del parere che non bisogna mai dire mai... perciò la risposta è: forse.
Tuttavia, come ho detto poc'anzi ho due storie molto forti che aspettano di essere sfornate; pertanto, se arriverà il momento di riprendere la storia di Lady Vampire (per un seguito o altro) non sarà nell'immediato futuro.

11- Perché ai scelto di scrivere una storia di vampiri e poi stravolgere il mondo in cui tutti li vedono?

Inanzi tutto, volevo fare qualcosa di diverso, qualcosa che non si era mai visto. I vampiri sono spesso i cattivi delle storie, ma dove è scritto che se qualcosa appartiene alle tenebre debba per forza essere cattivo? Sono partita proprio da questa domanda ed ho iniziato a scrivere di questi vampiri-giustizieri. Lady Vampire è stato un'esperimento, e dato che è ben riuscito, credo che molto presto lo ripeterò!


12- Qual'è il tuo genere preferito?

Amo i romanzi storici. 
Quando sono scritti bene sono delle vere e proprie macchine del tempo!







Ed eccoci arrivati alla fine ! 
A presto Sofia 

venerdì 21 febbraio 2020

Intervista a Vanessa Sobrero !

Buon giorno lettori ! 
Oggi sono qui a intervistare un autrice di cui sono molto felice e orgogliosa !
Un autrice che ho già letto i suoi libri e che vi stra consiglio ! 


1- Com'è nata la passione per la scrittura? 
Credo che la mia passione per la scrittura sia stata un'evoluzione della mia passione per la lettura, dopo tanti libri letti ti dici: "Voglio scrivere anche io!". Il primo vero approccio alla scrittura è stato alle scuole medie, quando ho iniziato a scrivere poesie, innamorandomi del Simbolismo francese. Al liceo sono passata ai racconti e ad abbozzare qualche romanzo (mai finito). Nel 2016 ho scoperto la piattaforma di Wattpad e sono riuscita a concludere il mio primo libro, In ogni stella nascosta. E nel 2017 ho pubblicato il mio libro semi-autobiografico triste-e-deprimente-pseudo-romanzo-rosa: Tra mille baci d'addio.

2- Da dove nascono le tue storie? 

Di solito traggo ispirazione dalla mia vita quotidiana (soprattutto per le scene comiche, perché me ne capitano di ogni), dalla musica e anche dalle serie TV. Ho sempre scritto di getto, lasciandomi trasportare dall'immaginazione di una scena, o da un dialogo tra due personaggi. Ultimamente però sto provando a scrivere in modo più strutturato, studiando al meglio la trama prima di iniziare a scrivere (motivo per cui sto in ansia e non pubblico un libro da maggio 2018).

3- Oltre alla scrittura cosa ti piace fare? 

Mangiare. Cucinare. Guardare serie TV. Leggere. E ogni tanto esco anche con i miei amici. Sì, ho degli amici.
4- Con quale tuo libro ti senti più legato? E perché? 

I fiori del male, di Charles Baudelaire. È stato il primo libro di poesie che ho comprato e che ho riletto più volte. Continene tutta la follia, il simbolismo e il male di vivere che un lettore di poesia possa desiderate.

5- Da dov'è nata l'idea di scrivere una raccolta di poesie? 

In realtà, come dicevo prima, ho sempre scritto poesie. È il modo più primordiale in cui riesco a comunicare attraverso la scrittura. La poesia è istintiva, è di pancia, di cuore, e di orecchio. Per qualche tempo, però mi sono concentrata soprattutto sulla scrittura di romanzi e quindi ho abbandonato un po' questo genere (anche se ho sempre letto libri di poesie, almeno uno all'anno). In questi ultimi due anni, però, ho ricominciato a scrivere poesie. Un po' perché ero ispirata dal mio cuore infranto, un po' perché mi serviva scrivere qualcosa da pubblicare sulla mia pagina Instagram, e alla fine mi sono accorta che tutti i versi che scrivevo erano collegati, formavano la storia chiara e definita di una storia d'amore impossibile. Però non volevo pubblicare solo le mie parole, volevo riempire gli spazi, ispirata dai libri di Rupi Kaur. Quindi inizialmente avevo pensato di illustrare io le poesie, ho comprato uno sketch-book, un pacco di matite e poi... niente. Mi sono lasciata sopraffarre dalla mia insicurezza.
Così, un giorno, parlando con un'amica (Chiara Turati) ci siamo rese conto che eravano in un momento molto simile delle nostre vite: entrambe prive di stimoli, di motivazione, ma con la voglia di fare qualcosa di bello. Così le ho proposto di illustrare le mie poesie e credo sia stata la decisione migliore della mia vita.

6- Curiosità.. Scrivi di giorno o di notte? 

Sono un animale notturno e scrivo principalmente dopo il tramonto, o il pomeriggio tardi. Le poesie le scrivo quasi sempre di notte, quando non riesco a dormire, quando sono triste e soprattutto quando sono sbronza.

7-Parlaci un po' di te... 
Ciao, sono Vanessa e non bevo da 24 ore. 
All'anagrafe dicono che mi chiami Valeria, ma io mi sento tanto più Vanessa come autrice e ogni tanto qualcuno mi chiama agatha-brioches, ma in realtà è il titolo di una canzone dell'Officina della camomilla. Ho 26 anni, 27 questo marzo, ma non ci voglio pensare... Va tutto bene... Va tutto bene. 
Formalmente studio ingegneria chimica al Politecnico di Milano, ma sono fuoricorso di qualche anno perché per un certo periodo mi sono dedicata solo alla scrittura, per altri periodi a fissare il soffitto e meditare sulla mia vita.
Parlo spesso da sola, a volte con il mio gatto, ogni tanto con persone reali. 
Leggo spesso, ma guardo più serie TV, perché mi aiuta svuotare la mente (che spesso è tanto rumorosa). Sono un'autrice in erba, ma non la fumo, giuro. Faccio foto ai libri che leggo e li recensisco sul mio blog. Cucino con cose scadute seguendo male le ricette, mi registro mentre faccio questi scempi culinari e li pubblico pure su Instagram.
Il mio sogno più grande è trasferirmi in una baita in montagna e vivere di tonno in scatola e vino per sempre, insieme a una dozzina di gatti. 
E scrivere tutto il giorno, ovviamente. 

8- Scriveresti mai un genere diverso dal tuo? Se si quale?

So di essere conosciuta principalmente per le mie storie d'amore, ma nelle cartelle segrete del mio computer si annidano storie di (quasi) ogni genere. Mi piace spaziare, dall'urban fantasy trash al thriller umoristico. L'unico genere che non riuscirei mai a scrivere credo sia il romanzo storico, più che altro perché sono una perfezionista ossessivo compulsiva e impazzirei nel cercare di ricreare i dettagli storici corretti.

Eccoci arrivati alla fine! 
Spero che vi sia piaciuta!

giovedì 28 novembre 2019

Intervista a...

Buon pomeriggio amici lettori! 
Oggi ho avuto il piacere di intervistare Elisabetta Martinelli l'autrice del libro A.I.R-La ragazza scomparsa.
 Un libro che è già uscita la recensione Qui , letto e recensito dalla mia collaboratrice.

Iniziamo !




1-Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi?

È cambiato tutto e niente. All'inizio per me scrivere era una necessità... come ora del resto, solo che bisogna definire meglio il concetto di "necessità".
Ho iniziato ad appassionarmi alla scrittura quando sapevo a malapena scrivere il mio nome. Mi sono attaccata tanto alla penna perché a parole ho sempre fatto fatica ad esprimermi. Non per chissà poi quale motivo, semplicemente preferisco questa modalità di espressione. C'è anche da dire che ero esclusa dalle mie amichette di scuola alle elementari, quindi scrivendo storie divertenti e fantasiose mi tiravo su di morale e non ci pensavo.
Se un tempo "necessità" era come suol dire sentirsi bene scordandosi un attimo di essere la bambina con cui nessuno vuole giocare, oggi è decisamente diverso. "Necessità" è diventato scrivere per creare qualcosa di bello e liberarsi per un secondo da quella sensazione opprimente che regala la vita. Sarei completamente persa senza un foglio e una penna.
Comunque devo dire che sia all'inizio che ora sono sempre stata fermamente convinta di poter diventare una scrittrice famosa. Chissà se il tempo mi darà ragione, speriamo.

2- Com'è nata la passione per la scrittura?

Da piccolissima mia madre mi ha sempre letto molti libri o raccontato storie inventate da lei.
Non saprei dire quando di preciso, più o meno quando è diventata una necessità. Direi che in parte ho risposto nella prima domanda.
Un'altro motivo è che le mie maestre delle elementari ci facevano spesso scrivere dei testi. Ricordo che i miei compagni si lamentavano sempre e io pensavo: "Perché si lamentano? Scrivere è così bello...".

3-Dove trova l’ispirazione per i tuoi libri?
In qualsiasi cosa attiri il mio interesse. Negli altri libri, nei film, negli anime, nei manga, nelle serie TV, nei videogiochi, nelle esperienze quotidiane...
Mi diverto a pensare un personaggio con una personalità che mi colpisce particolarmente in un contesto di un'altra opera. Magari alterando un po' il contesto.

4-Parlaci un po' di te

Tutti mi reputano timida e magari un po' lo sono. Comunque direi che le mie caratteristiche principali siano ben altre. Ad esempio l'originalità. Anche solo nel mio modo di vestire: se le altre ragazze amano indossare cappelli con colori tenui io invece indosso un bel cappello rosa fluo... così mi si vede bene da lontano! A parte gli scherzi. Sono una che passa inosservata, ma se voglio so come attirare l'attenzione.
So che queste caratteristiche si ritrovano nel mio modo di scrivere. Lo reputo un gran punto di forza.

5- Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

Chiamarle abitudini... beh, a volte tendo a lasciare il lavoro sul più bello per poi riprenderlo diverse ore dopo e non ricordarmi più niente di come volevo continuare. Ho iniziato a farlo senza un vero perché, ma siccome credo di aver capito molto di me scrivendo, penso che lo faccio proprio per scordarmi e creare qualcosa di nuovo. Dal momento che io sono anche una parecchio indecisa preferisco scartare a prescindere la prima idea che ho... e poi non ci trovo gusto ad appoggiarmi alla prima idea che mi viene. 



Spero che vi sia piaciuta a presto ! 
Sofia ! 

giovedì 7 novembre 2019

Intervista a ...

Buon giorno lettori! 
Come state ? 
Anche questa settimana vi porto una nuova intervista ! 
(l'autrice di questo manga)

1) Come hai avuto l'ispirazione?
A dire la verità questo fumetto nasce un po’ di anni fa, quindi l’ispirazione precisa non la ricordo, però sono rimasta ferma su un’idea ben precisa: quella di creare una storia dolce tra due persone che scoprono di amarsi, senza troppe complicazioni nate da terzi. Anche perché ci possono essere altri tipi di complicazioni…
2)Da dov'è nata la passione per il disegno?
 La passione per il disegno nasce sin dalla tenera età, come una cosa che facevo (e faccio tutt’ora) per esprimere ciò che penso. Inizialmente si trattava di disegni infantili e copie dei personaggi preferiti da cartoni e libri, successivamente alle medie ho scoperto i manga e il mondo giapponese, e da là in poi ho iniziato a inventare e disegnare le mie storie.
3)come mai hai scelto di scrivere un manga e non un romanzo?
 In realtà questo manga nasce come romanzo breve, o racconto. Parto sempre dalla storia, a volte mi limito al soggetto e sceneggiatura per poi continuare con lo storyboard, altre volte come in questo caso ho scritto tutta la storia completa di dialoghi e descrizioni come se fosse un romanzo vero e proprio. Scrivere mi piace, è la mia seconda passione, ma il disegno mi fa stare bene. Il motivo per cui ho una preferenza tra le due cose, è che quando ho la matita in mano dimentico tutto il mondo intorno, tutte le cose brutte o spiacevoli.
4) Da chi hai tratto ispirazione per creare i tuoi personaggi?
Leggendo molti fumetti, all’epoca mi ispirai a qualche personaggio di cui leggevo,  per il resto tutti loro sono mie creature, soprattutto caraterialmente. Juliet è una protagonista un po’ diversa dal solito: ha una grande passione, ha degli obiettivi che spesso nei fumetti rosa vengono messi in secondo piano rispetto alla storia d’amore… ma lei è tenace e sa quali sono le sue priorità, le sue scelte sono (quasi) sempre ben ponderate, come si vedrà nel corso della storia. Infine Layla, che è l’amica rompiballe ma sempre fedele e schietta. La sua ironia è mia, il suo carattere scherzoso che non parla quasi mai seriamente è ispirato a me. Riguardo l’aspetto fisico, vari attori o anche persone che conosco hanno fatto da modelli.
5)Perché hai ambientato il manga a Londra? C'è un motivo particolare?
 Amo Londra, ma l’ho adorata ancora di più quando ci sono stata in viaggio. È una città magica, è scenografia di tanti film, libri e personaggi che amo, ha un fascino tutto particolare che non si può capire appieno senza esserci stati. Ho voluto ambientare il mio fumetto a Londra perché oltre ad amare questo posto, volevo che i miei personaggi, piuttosto che essere di una cultura radicalmente diversa dalla nostra come quella giapponese, conservassero il modo di pensare, le tradizioni, la cultura europea e quindi fosse un po’ più facile immedesimarsi. Ma non dimentichiamo che Juliet e le sue amiche sono italiane: come vedremo man mano nella storia, di fondo c’è l’attaccamento alla propria terra e cultura, la sofferenza che comporta il distacco, il grande amore per le proprie radici.

Ed eccoci arrivati alla fine di questa intervista!
 Spero che vi sia piaciuta !
A presto 
Sofia 

giovedì 31 ottobre 2019

Intervista a ...

Buon giorno lettori ! 
Oggi vi porto l'intervista che ho fatto a '' Maria Luisa Gingilli'' 
Vi lascio le cover dei suoi libri e iniziamo! 



1-Parlaci un po' di te 

Mi chiamo Marialuisa, per tutti semplicemente Mary, ho 35 anni e nella vita di tutti i giorni sono la mamma di Marlène, la moglie di Marco e un'impiegata in uno studio di consulenza paghe.
Mi barcameno, come tante donne, tra lavoro e famiglia, provando a dar spazio alla mia passione per la scrittura. Appassionata di serie tv (ultimamente ho scoperto i K-Drama e ne sono praticamente drogata), divoratrice seriale di libri, nonostante non sia una persona paziente adoro fare puzzle.
Un tempo sognavo di fare la giornalista, ma purtroppo ho dovuto abbandonare quella strada. A fine 2017 ho deciso di accettare la sfida di alcune amiche e mettermi davanti al pc, scoprendo che l'amore per la scrittura non mi aveva del tutto abbandonata. 

2- Com'è nata la passione per la scrittura? 

Credo abbia sempre fatto di me. Da bambina scrivevo poesie e al Liceo sognavo di diventare una giornalista di cronaca, magari una reporter dalle zone di guerra. Se guardo indietro, mi vedo sempre con una penna in mano, davanti al foglio bianco.

3- Se potessi scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero?

Difficilissimo! I primi tre che mi vengono in mente: Deliltto e Castigo, Il Piccolo Principe, Orgoglio e Pregiudizio.

4-Perché hai cominciato a scrivere?

Avevo bisogno di ritrovare me stessa, un angolino di mondo che fosse solo mio e in cui potessi riversare tutto quello che sentivo dentro. Ho capito che quel luogo era la scrittura solo quando ho iniziato, però.

5- C’è un’immagine nella tua memoria che si ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?

Un giorno qualunque a lavoro, in pausa pranzo. Io che passeggio, smartphone in mano, e faccio un vocale delirante e lunghissimo a Melissa Pratelli e Giusy Moscato, in cui gli racconto la trama del mio primo romanzo. Quello che non posso scordare è la scarica elettrica che ho provato quel giorno pensando di iniziare a scrivere.

6-Ci racconti il tuo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi e cosa significava agli inizi?

Scrivo ancora da troppo poco tempo per poter parlare di un ‘prima’ e un ‘poi’.
Forse, quando ho scritto il mio primo romanzo, c’era molta più leggerezza. Ora, al terzo e con la pubblicazione anche di una raccolta di racconti, mi sento di dover dare al mio lettore qualcosa in più, di dovermi migliorare a ogni capitolo. 

7-Cosa ti ha spinta a intraprendere la carriera di scrittrice?

Avevo bisogno di raccontare la storia di Margherita, nata oltretutto per gioco, con un esperimento di scrittura creativa su Facebook. Tutto il resto, la pubblicazione, i romanzi a seguire… sono semplicemente arrivati. Non c’è stata premeditazione dietro.

8-Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

Niente di particolare, ma mi piace avere vicino qualcosa da bere o da sgranocchiare.

9-Quando scrivi un nuovo libro hai già tutta la storia in mente o la elabori strada facendo?

La storia di base c’è sempre, così come una bozza di sommario, con quello che voglio raccontare capitolo per capitolo. Il grosso, però, viene man mano: situazioni, sfumature, perfino alcuni personaggi nascono solo strada facendo.

10-Secondo te qual è il libro più bello che hai scritto?

Sicuramente “Solo per me”. Non perché sia quello scritto meglio, anzi, ma perché è il primo e per me sarà sempre in cima a tutti.

11- Come è cambiata la tua vita scrivendo?

Ho una vita ancora più frenetica. Devo trovare il tempo per scrivere, sponsorizzare, organizzare eventi… e poi ho in testa i miei personaggi che parlano H24… un delirio, insomma!

12-Dove trovi l’ispirazione per i tuoi libri?

Nulla può dare ispirazione quanto la vita, a mio avviso. Nei miei romanzi ci sono sempre situazioni o personaggi che incontro giornalmente e vivo in prima persona.

13- Qual e il primo libro che hai letto?

Ramses di Christian Jacq. Avevo dodici anni.

14- Da dov'è nato il progetto del tuo libro?

Solo per me è autobiografico, quindi direi che semplicemente ho raccontato un pezzo della mia vita.

15- Che cos'è la scrittura per te?

Il mio porto sicuro. Il luogo, solo mio, a cui torno ogni sera. Il momento della giornata in cui mi spoglio delle etichette che mi sono state appiccicate addosso e torno a essere solo me stessa.

16- Ci presenti i personaggi della storia?

Allora, abbiamo Margherita De Sanctis, ventiquattrenne romana, solare e spigliata, che decide di lasciare la sua città natale per trasferirsi a Galway, nella Repubblica d’Irlanda, dalla sua migliore amica Susanna. Marghe ha un passato difficile alle spalle e presto scoprirà che alcuni dolori, per essere superati, vanno guardati dritti in faccia.
Alessandro Mariani è il ragazzo storico di Marghe, ha tre anni più di lei, e decide di seguire il suo amore mollando tutto. Avrà fatto la scelta giusta?
Joshua Doherty è il cugino irlandese di Susanna. 34 anni, due occhi verdi come le colline irlandesi, sconvolgerà il mondo di Margherita e la porrà di fronte alla scelta più difficile della sua vita. Ma Joshua è davvero il ragazzo perfetto che appare?
Susanna Castaldi, migliore amica di Marghe e cugina di Joshua, è l’amica che tutte vorremmo: quella che ti dice le cose come stanno, anche a costo di essere brutale, e su cui puoi sempre contare.
Giacomo Nardini è il migliore amico di Alessandro e Susanna, con cui è cresciuto. Studente di Biologia Marina, come Ale, gioca a rugby ed è, neanche troppo segretamente, innamorato di Susanna.

17- ci regali un estratto?

Strinsi ancor di più le gambe attorno la sua vita, sperando che il contatto con il suo corpo mi desse un po’ di sollievo. L’eccitazione che provavo era qualcosa di nuovo, come se fossi percorsa da una scossa violenta che disgregava e teneva insieme, al tempo stesso, ogni parte di me. Mi aggrappai alle sue spalle, ai muscoli tesi che mi sostenevano, mentre respiravo la vita dalla sua bocca. Perché era così che mi sentivo: come quando ti svegli da un incubo e annaspi senza fiato, cercando di far tornare a lavorare i polmoni.
Mi spinse contro una parete, affondando coi fianchi per tenermi ferma, mentre con un braccio mi sorreggeva e faceva vagare l’altra mano sul mio corpo. Mi staccai dalle sue labbra, aprendo gli occhi per immergerli nei suoi.
Per mesi, addirittura anni, ripensando al nostro primo incontro, avevo represso i miei sentimenti per lui. “Fa la cosa giusta, Margherita!” Me l’ero ripetuto fino alla nausea e per cosa? Per assecondare sempre e comunque i desideri e le aspettative degli altri, rinunciando ogni volta a un pezzetto di me.

Un sorriso si formò sulle sue labbra e non vidi più traccia sul suo volto dell’incertezza iniziale. Volevo che capisse quanto lo desideravo, quanto avevo bisogno dei suoi baci, del suo tocco, di sentire che gli appartenevo. Ripresi fiato e poi lo afferrai per i capelli, per fargli piegare la testa e aver maggior accesso al suo collo. Quel profumo che avevo sempre amato, il suo profumo, mi avvolse e mi inebriò. Tra un bacio e l’altro, feci scorrere la lingua sulla sua pelle, cercando di immagazzinare nella mente il suo sapore. Joshua si lasciò sfuggire un sospiro, mentre mi staccava dal muro, ricominciando a incamminarsi. Affondò le dita nella mia carne pronunciando il mio nome e, quando lo fece, mi sembrò che anche quello fosse più bello e non solo la ragazzina che teneva stretta a sé; perché nel momento in cui mi sussurrò all’orecchio quanto mi voleva, che baciò e morse la mia pelle, che graffiò la mia anima, ebbi la sensazione di non essermi mai sentita così desiderata, così importante per qualcuno, così donna. E io… io mi spogliavo della vecchia me, prima ancora che dei vestiti, per accettare l’unica verità che allora contasse: volevo quell’uomo. L’uomo che aveva risvegliato in me la vita, che sapeva regalarmi la gioia con i gesti più semplici, che mi scrutava dentro con quegli occhi in cui avrei potuto annegare facilmente, che sapeva leggere tra le righe del mio essere più di quanto, spesso, riuscissi a fare io.



Ed ecco qui questa corposa intervista! 
Spero che vi sia piaciuta ! 
Avete letto i suoi libri?

venerdì 25 ottobre 2019

Intervista a Sara Cremini

Buon inizio giornata lettori ! 

Oggi sul blog intervistiamo '' Sara Cremini '' l'autrice delle cronache di Neméria - La seconda rivolta degli orchi - 
( Questa è la cover del suo libro ) 


1-Parlaci un po' di te: 

Sono una maestra di scuola primaria, appassionata dal mio lavoro.
Sono amante della lettura e della scrittura. Amo molto gli animali, in particolare i gatti.
Mi piace molto la musica e amo molto vedere dal vivo concerti, musical, balletti classici o opere liriche.
Mi appassionano anche le serie tv. Mi piace la montagna, per me è un luogo di pace e d’ispirazione per la scrittura.


2-Com'è nata la passione per la scrittura? 

Mi è sempre piaciuto scrivere, sin dalle scuole elementari, perché attraverso la scrittura sento di poter esprimere ciò che sento dentro.
È anche una passione che mi rilassa e mi fa svagare dalla vita quotidiana.


3-Cosa l’ha spinta ad intraprendere la carriera di scrittrice? 

La voglia di mettermi in gioco e di far conoscere il mondo fantasy da me ideato, sperando di poter portare dei messaggi positivi nei lettori.

4- Con questo libro che messaggio vuole lasciare ai suoi lettori ?

Mi piacerebbe che i lettori potessero viaggiare per qualche ora con la mente nel mio mondo magico, rilassandosi, divertendosi, ma che siano anche portati a riflettere sul messaggio di rispetto e di uguaglianza che spero si percepisca nel mio romanzo.

5- Ha già in mente il suo prossimo romanzo ? 


Ho terminato da poco la prima stesura del secondo libro de “Le cronache di Neméria”.
Il prima possibile vorrei riuscire a dedicarmi al terzo.

Ed ecco l'intervista, spero che vi sia piaciuta. 
Se avete altre domande rispondete qui sotto che molto presto ne faremo un altra. 
A presto 
Sofia :) 

mercoledì 16 ottobre 2019

Intervista a Jasmine Hashem

Buon giorno lettori  !
Come promesso nelle storie su Instagram, 
questa settimana ho avuto l'onore di intervistare :
( Questa è la cover del suo libro. )

1) Parlaci un po' di te ... 
Mi presento: sono Jasmine, ho ventisette anni, sono nata e cresciuta a Roma, anche se le mie origini sono per metà egiziane (da parte di padre) e studio Farmacia all'università di Roma La Sapienza. Sono quasi in dirittura di arrivo e spero, per questo, di laurearmi entro e non oltre un anno. Sono sempre stata una ragazza appassionata e mia madre ha sempre sostenuto ogni mia più piccola, ma pulsante,  passione. Adoro leggere, disegnare, scrivere e adoro gli sport. Amo la musica, la danza e la scienza. Lo sport mi ha salvato la vita e da quando ho iniziato lo pratico tutti i giorni. Sono una ragazza che sogna ad occhi aperti e capita spesso, durante la giornata, che mi incanti persa nei miei pensieri. Sono innamorata della vita e al contempo ne sono terribilmente spaventata. Il coraggio e la paura dominano la mia anima da sempre, in egual misura. 

2) Com'è nata la passione per la scrittura? 
Com'è nata non saprei descriverlo. Non credevo mi appartenesse ne che fosse possibile per me ritrovarmi di punto in bianco con un romanzo tra le dita. Riflettendoci bene però e ripensando poi alla mia infanzia, rigonfia di diari scritti a mano, un tempo segreti e nascosti, mi sono resa conto che inconsciamente ho sempre scritto e che soprattutto scrivere un romanzo non era poi così distante dal mio essere. Non so se quella per la scrittura sia o meno una passione; nel senso che fin da piccola ciò che mi spingeva a scrivere erano le mie emozioni: rabbia, tristezza, gioia. Era una necessità per me: annotare ogni momento che aveva toccato la mia anima. Era un modo per non dimenticare il mio vissuto e soprattutto per imparare da questo. Posso dire che la scrittura non è una passione che è nata, piuttosto una necessità che c’è sempre stata.

3)Se potesse scegliere solo tre libri da consigliare, quali sarebbero?
 Tre libri è un numero troppo riduttivo, inoltre credo che al mondo ci siano cosi tanti libri che non ho ancora letto e che meriterebbero invece di essere citati in questa lista che non mi sembra giusto pronunciarmi ora, con così poca esperienza e poca conoscenza. La verità è che studiando non ho molto tempo per leggere e nella mia infanzia non ho avuto la giusta spensieratezza per  dedicarmi alla lettura come avrei dovuto. Sono innumerevoli i libri che ho intenzione di leggere e per citarne qualcuno di cui già dispongo i testi: Cime tempestose di Emily Bronte, L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello di Oliver Sacks, Il giovane Holden di Salinger e Le affinità elettive di Goethe . Sto finendo la lettura di Orgoglio e pregiudizio e più vado avanti e più mi domando perché io non l’abbia mai letto prima. Sono dell’idea che la lettura vada spaziata e vissuta tutta, non bisogna rifugiarsi nella propria comfort zone leggendo solo ciò che si reputa essere nelle proprie corde. I libri ampliano le conoscenze, le consapevolezze e le vedute e consiglierei per questo di leggere di tutto e di più e non limitarsi a fare un’accurata selezione ancor prima di conoscere. In questo campo la selettività non è mai efficace e bisogna sempre provare e mettersi in gioco. È un consiglio, questo, che do anche a me stessa. 

4) Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

 Abitudini particolari non direi. Solitamente quando sento l’impulso di scrivere, che sia di mattina presto, in tarda sera o addirittura di notte, se un sogno mi sveglia, mi ritrovo ad assecondarlo. Forse un’abitudine può essere quella di ascoltare la musica. Non sempre, ovviamente, ma quando devo descrivere qualcosa con una carica emozionale intensa ho bisogno della musica. Che io stia descrivendo un tratto gioioso o doloroso associo a questo una canzone atta ad amplificare la percezione da me descritta. Oppure semplicemente se nel testo inserisco una canzone l’ascolto per tutta la durata della stesura del pezzo interessato. Lo si può intuire bene leggendo il mio romanzo. Inoltre immagino sempre che le persone ascoltino la musica da me citata mentre leggono quei pezzi, è un  mio sogno, crederlo.


5) C’è un’immagine nella tua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?
Ci penso e no, non c’è un momento che mi ricolleghi a questo perché diventare una scrittrice non è mai stato nei miei piani, ne tanto meno nei miei desideri, mentirei se dicessi il contrario. Da piccola il mio sogno era diventare una fumettista, poi crescendo la strada mi ha portata a desiderare di diventare una farmacista. La scrittura è una sensazione radicata in me che resta lontana dal mio controllo volontario. Il mio desiderio oggi è che le persone leggano ciò che ho scritto e che scriverò in futuro, desidero conoscere i loro pensieri e i loro pareri a riguardo e desidero trasmettere messaggi, messaggi importanti; non so se questo possa voler dire che io desideri essere una scrittrice. Non so, è molto controverso anche in me questo pensiero. Talvolta la scrittura non è stata mia amica, infatti scrivere il mio primo romanzo mi ha recato non poco dolore e mi ha spaventata a tal punto da giurare a me stessa che non avrei mai più rimesso mano alla tastiera, poi invece l’impulso di scrivere è tornato e vede, non è qualcosa che posso controllare ne tanto meno decidere.

6)Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo. Cosa significa scrivere oggi, e cosa significava agli inizi?

 Come le ho anticipato poc'anzi il mio rapporto con la scrittura non è proprio idilliaco. Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo a gennaio del 2017 e ho digitato la parola "fine" a marzo dello stesso anno. Due mesi intensi, due mesi infernali. Prima di allora scrivevo emozioni e pensieri, niente che possa ricondursi ad un racconto o ad una storia. Quindi posso parlarle del mio rapporto in questi due anni che, nonostante siano stati solo due anni, si è evoluto in maniera sorprendente. Ho iniziato a scrivere, per l’appunto, Choose me choose you choose us perché avevo bisogno, io per prima, di leggere una storia come questa. Come se io fossi la lettrice cui era destinato questo testo, non so se mi spiego. Doveva essere una storia che mi parlasse di me, che mi aiutasse ad affrontare e superare dolori che forse avevo aggirato, che mi aiutasse punto. La scrittura mi ha fatto da terapista e si sà che la terapia non è sempre un percorso facile. Con foga avevo messo la parola fine, ma quando poi, sostenuta dalle mie più care amiche, ho deciso di rendere noto il mio testo mi sono sentita stranamente bene, risanata. Oggi ho iniziato a scrivere il mio secondo romanzo e devo dire che mi sento più matura, più forte e meno fragile. Dagli inizi ad oggi è cambiato questo: prima la scrittura la tenevo nascosta e segreta, solo per me, oggi la condivido e condividerla è qualcosa di davvero, davvero piacevole. 


Ed eccoci alla fine di questa intervista, ringrazio l'autrice per aver partecipato e per avermi permesso di intervistarla. Spero presto di parlarvi del suo libro ! 
A presto
Sofia