lunedì 19 novembre 2018

So chi sei - Elisabeth Noreback - Recensione




TITOLO: So chi sei
AUTRICE: Elisabeth Norebäck
GENERE: Thriller psicologico
BREVE TRAMA:
Stella Widstrand è una stimata psicoterapeuta. Ha una bella casa, una famiglia amorevole, una vita felicemente normale. Un giorno, però, una nuova paziente entra nel suo studio e, in un attimo, Stella torna a vent’anni prima, sulla spiaggia dov’era scomparsa Alice, la sua figlioletta di poco più di un anno. All’epoca, la polizia aveva concluso che la bambina era riuscita a raggiungere il mare ed era annegata, sebbene il corpo non fosse mai stato ritrovato. Nel fondo del suo cuore, però, Stella non ha mai creduto alla versione ufficiale e, adesso, ne è convinta: quella ragazza dai lunghi capelli neri è Alice. Una madre lo sa. Sa chi è sua figlia. E, per dimostrare di avere ragione, Stella è pronta a fare qualsiasi cosa. Anche a mettere a rischio la propria carriera. Anche ad affrontare oscuri segreti del passato e a camminare in bilico sul baratro della follia. Perché il confine che divide speranza e ossessione è sottile come un filo invisibile…
Isabelle Karlsson ha dovuto lottare a lungo per avere il permesso di frequentare l’università a Stoccolma. Se fosse dipeso solo da sua madre, sarebbe rimasta per sempre nel paesino in cui è nata e cresciuta. Isabelle era quindi lontana da casa quando il suo adorato padre è morto all’improvviso, e al dolore si è sommato lo sconcerto nel momento in cui la madre le ha rivelato che non era lui l’uomo che l’ha concepita. Confusa e arrabbiata, Isabelle decide di rivolgersi a una psicoterapeuta per essere aiutata a fare chiarezza nella sua vita. Tuttavia Isabelle non può sapere che entrare nello studio della dottoressa Stella Widstrand scatenerà una serie di eventi che la travolgerà…
Kerstin ha dedicato la sua esistenza alla figlia Isabelle, ha sacrificato tutto per crescerla al meglio e per farsi amare. E adesso non può permettere che un’altra donna si avvicini troppo a lei… 
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RECENSIONE: 
Se non sapete cosa significa leggere un thriller psicologico, allora dovete subito rimediare con questo romanzo d’esordio, a parer mio, ben riuscito in alcune parti e un po’ meno in altre. Ma procediamo con ordine!
La trama si sviluppa intorno alle nostre tre principali protagoniste, alle quali l’autrice deidca singoli capitoli, fondendosi tra di loro per mezzo di dialoghi, pensieri e emozioni. Ogni scena viene vista, vissuta, descritta ed esaminata diverasamente in base al protagonista narrante (Stella, Isabelle o Kerstin). Infatti, ogni personaggio viene raccontato in prima persona nel suo capitolo dedicato, mossa, secondo il mio modesto parere, geniale.
A differenza della maggior parte dei libri thriller, psicologici e non, non ci sono scene macabre, spargimenti di sangue e quant’altro, a parte qualche sprazzo nel finale. Il punto forte del libro è l’analisi della psiche dei personaggi, delineata perfetamente in tutti i suoi tratti. Arriva un punto in cui, l’autrice, riesce a convincerti di cose che prima pensavi fossero impossibili. Quindi, oltre a lavorare sulla psiche dei personaggi, lo fa anche con la tua. E l’ho trovato fantastico e coinvolgente!
La Danimarca è il paesaggio che fa da cornice. Laghetti, scogli con tanto di strapiombo, casette abbandonate, freddo, pioggia. Sono tutte cose che ci garantiscono la parfetta ambientazione per un thriller, 
in generale.
Il lasso temporale narrativo vacilla tra il 1992 e il presente. Veniamo rimandati al passato tramite alcuni flashback e atraverso un diario, scritto da Stella in quegli anni.
Punti a sfavore ce ne sono, ahimè. Parto col dire che il finale l’ho trovato un po’ “così così“. Me lo aspettavo diverso, con più intimità e un proseguo narrativo. Invece è finito così, lasciandoti immaginare cose che forse non accadranno mai. Finale incerto? Può darsi, è finito come se ci dovesse essere dell’altro, ma, a parer mio, non ci sarà. La storia vera e propria si è conclusa, ma l’interazione tra i personaggi no, e questo mi ha lasciata un po’ perplessa. Aggiungo anche che, per una mente allenata alla lettura di libri di questo tipo, non è particolarmente difficile scovare il “colpevole”, io stessa ci sono arrivata. Ma, lo devo dire, questo non è stato un fatto che mi ha impedito di andare avanti nella lettura, anzi. Mi ha spinto ancora di più per vedere se la teoria che avevo formulato era corretta. Un conto è scoprire il copevole, e l’altro è sapere il movente, non dimenticatevelo! Sono stata contenta di aver proseguito la lettura, perchè altrimenti mi sarei persa dei pezzi importanti, belli e coinvolgenti!
Il mio voto è di 4/5, per i motivi citati sopra!
E voi, cosa fareste se, dopo vent’aani, ritrovaste la vostra figlioletta scomparsa? Nessuno vi crede, vi prendono per pazzi, da internare. Ma voi ne siete convinti. Andrete incontro alla morte, come Stella stessa ha fatto, pur di riaverla? 

9 commenti:

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Ciao a tutti mi chiamo Sofia Biondo ,  sono una blogger e una scrittrice .  Questo qui è il mio secondo blog ... in questo mostrerò molta ...