lunedì 26 novembre 2018

La paranza dei bambini- Recensione







Trama:
 Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui - Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone -, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l'unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che "i soldi li ha chi se li prende". E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. "La paranza dei bambini" narra la controversa ascesa di una paranza - un gruppo di fuoco legato alla Camorra - e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare. Qui si racconta di ragazzini guizzanti di vita come pesci, di adolescenze "ingannate dalla luce", e di morti che producono morti.

Recensione:
 Maraja vuole i soldi. Il rispetto. Il potere. Ma sa che per averli nella vita bisogna faticare. E lui vuole tutto e subito. Così, assieme ai suoi amici, si arma e va a occupare una piazza di spaccio. Da lì la scalata al successo è tutta in discesa per loro. Sono giovani e non hanno paura di nulla e di nessuno, disposti a tutto per arrivare a comandare, per arrivare in alto. Saviano ci racconta una storia inventata con personaggi inventati, ma che potrebbe tranquillamente essere vera. Questo è quello che succede nelle nostre città. I giovani si armano e si prendono quello che vogliono. In questo libro ne viviamo uno spaccato, duro e aggressivo, attraverso gli occhi di Maraja. Non so cosa penserete voi leggendolo, ma a me ha dato i brividi pensare che già così piccoli i ragazzi si mettano in pericolo in quel modo, che non pensino di avere altre prospettive per il futuro, ma che si preoccupino solo dei soldi. Che muoiano per i soldi. Che uccidano per i soldi.

Estratto:
«E ti pare che io mi metto paura di un bambino come te? Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per spararti in faccia ci metto un secondo.»

Scrittura:
 la scrittura è scorrevole e semplice, a tratti in dialetto, con molte descrizioni, ma molto efficace.

Voto 4/5

6 commenti:

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Ciao a tutti mi chiamo Sofia Biondo ,  sono una blogger e una scrittrice .  Questo qui è il mio secondo blog ... in questo mostrerò molta ...